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La nostra storia

Correva l’anno 1953 quando la Fischer & Rechsteiner veniva costituita. Il 29 Aprile: un giorno di un... po' di tempo fa, ma neanche poi così remoto agli occhi di chi c’era e ha vissuto in prima persona quegli anni. Un giorno che si perde in un passato lontano e in un tempo completamente diverso agli occhi dei più giovani. E in effetti 60 anni non sono pochi!
Trascorre buona parte della vita di una persona e cambiano parecchie cose. In questi ultimi tempi poi, i cambiamenti si sono succeduti rapidi e numerosi trasformando la nostra società umana e il nostro modo di vivere nonché di lavorare. Le nostre città all’epoca erano differenti. Così anche Lecco – luogo d’origine della società – era più piccola, meno popolata, meno caotica, con meno case, negozi e strade e sicuramente con meno traffico. Ciò rese possibile e naturale l’insediamento della sede di un’ azienda di spedizioni – con l’uso ed il passaggio frequente di auto, camion e furgoni – in una via che oggi è quasi centrale: via Ghislanzoni. Qui al numero 17 c’era la prima sede della Fischer & Rechsteiner. All’epoca era periferia!
Storia spedizionieriUtilizzare temporaneamente la strada per il carico/scarico dei mezzi e per le manovre non costituiva un problema. Oggi sarebbe impensabile: anche solo una delle decine di operazioni che vengono giornalmente compiute, bloccherebbe il traffico nella zona. Basti pensare che oggi questa zona è oggetto di uno dei più importanti progetti di riqualificazione urbana della città, con la realizzazione della sede del Campus Universitario.
All’inizio la società cominciò la sua attività senza dipendenti, guidata e gestita solo dai due soci fondatori: Giancarlo Riva (classe 1927) e Aquilino Ripamonti (classe 1929) a cui si aggiungeva la Fischer & Rechsteiner SA di Chiasso (Svizzera). Poi nel 1957 fu assunta la prima persona, seguita nel ’58 da una seconda. E così via…. , fino ad arrivare ad oggi in cui la società ha 4 uffici in Italia e alcune società partecipate all’estero con un organico complessivo di 100 collaboratori, quasi una cinquantina in Italia ed il resto all’estero. In quel tempo il traffico in importazione di prodotti siderurgici – coils, vergella, lamiere, ecc. – proveniente dai Paesi del nord Europa e destinato a Lecco era notevole. A questo traffico, importante per i primi tempi di vita della neonata società, se ne sono presto aggiunti altri. 

Gli obiettivi principali erano infatti:

  • esportazione dei prodotti lecchesi verso i Paesi Europei
  • traffico marittimo verso tutti i Paesi oltremare

Entrambi traffici che le fabbriche lecchesi producevano in forte quantità.

A Lecco a quei tempi non esisteva alcun ufficio doganale. Poi all’inizio degli anni ’60 ne è stato aperto uno a Lecco in piazza Cappuccini, che assicurava il servizio giornaliero presso le industrie lecchesi. Più avanti la sede della dogana di Lecco è stata trasferita alla periferia della città (in località Maggianico) con nuovi uffici e capannoni dove disponeva anche di un raccordo ferroviario per i numerosi vagoni di prodotti siderurgici in arrivo dai Paesi del Nord Europa.

Magazzini SpedizioniAll’epoca la bolla doganale era uno stampato di un giornale in 3 copie ottenute con carta carbone. Sembra di descrivere situazioni e leggi dell’ 800, ma si tratta solo degli anni ‘50/’70. Oggi tutto questo è cambiato: le bolle doganali si ottengono col computer, sono di dimensioni di un foglio A4, a volte non servono nemmeno copie cartacee e da anni non sono più necessarie per le merci circolanti nei Paesi aderenti alla UE, dove tutte le merci circolano liberamente. Inoltre le società dotate di determinati requisiti possono fare gli sdoganamenti direttamente presso la propria sede grazie all’istituto della procedura domiciliata ed alla importante qualifica AEO (istituti entrambi nel portafoglio degli accreditamenti FER Fischer & Rechsteiner). L’ingrandimento dell’azienda, l’espandersi dell’attività, il modificarsi della città con le sue esigenze e il suo traffico hanno resa obbligata la scelta di spostare la sede societaria in una zona più periferica. Così a fine novembre 1973 la Fischer & Rechsteiner si trasferisce a Valmadrera in via Piedimonte 46, un paese alle porte di Lecco sulla direttrice LECCO/MILANO , che è divenuto con gli anni una zona molto industrializzata.

Per sopperire al limite di portata del primo carroponte, per la movimentazione dei container di peso superiore alle 16 tonn, è stata aggiunta agli iniziali capannoni un’altra struttura dotata di carroponte da 30 tonn del tipo ‘spider’, indispensabile per la normale movimentazione di container pesanti. Così il terminal oggi copre un’area di oltre 4.000 mq, di cui 3.000 mq sono adibiti a magazzini con i due carriponte da 16 e 30 tonnellate. Le operazioni di carico e scarico dei numerosi rimorchi e container sono facilitate dai moderni muletti e mezzi di sollevamento. Lontani i tempi in cui si caricava tutto (o quasi) a braccia!!

GIANCARLO RIVAE anche il modo di lavorare negli uffici e gli uffici stessi come sono cambiati in 60 anni! Non sembra possibile pensare che solo pochi anni fa i documenti ad uso nazionale ed internazionale dovevano essere scritti tutti con le macchine da scrivere manuali, bisognava fare le copie con la carta carbone, comunicare solo per telefono (faticando non poco per avere la linea con i Paesi stranieri). I tempi necessari e le mansioni di ognuno erano davvero diversi!

Poi un po’ alla volta i primi telex (vecchie macchine ingombranti con le bande pre-forate, difficili da correggere e lunghe da trasmettere). Altro che i cellulari, i tablet, i computer, la posta elettronica e internet! Il mondo è veramente più piccolo e tutto è più vicino e raggiungibile più facilmente! Non solo nell’etere, ma anche su strade, autostrade, ferrovie, mari e cielo molto è cambiato.

Negli anni ’60 la Fischer & Rechsteiner di Lecco ha ampliato i propri servizi marittimi groupage, sia come numero che come modalità, iniziando a realizzare spedizioni eccezionali e di grandi impianti. Ora le distanze sono accorciate e i tempi ridotti. Ma una volta non era così e realizzare certi trasporti e certi imbarchi era davvero un’impresa eccezionale. E la Fischer & Rechsteiner negli anni ha realizzato parecchi Trasporti Eccezionali – di grandi impianti e macchinari prodotti da importanti industrie locali - che hanno richiesto un impiego di uomini e di strategie veramente notevoli (vd. “MEMORIA STORICA”). Si trattava di trasporti di pezzi di enormi dimensioni che richiedevano condizioni eccezionali sia per il trasporto su strada che in mare. Occorrevano sempre mezzi eccezionali via strada con regolare scorta di polizia stradale ed era necessario il noleggio di navi esclusive con capienza complessiva e dimensioni delle stive adeguate alla quantità e caratteristiche dei singoli pezzi da imbarcare. Quando il porto destinatario non disponeva di gru portuali per lo sbarco dei pezzi più pesanti, venivano noleggiate grandi navi autosollevanti (cioè grosse chiatte galleggianti che trasportavano enormi gru) in grado di imbarcare e sbarcare con mezzi propri. Pur essendo il porto di Genova il più vicino a Lecco, quasi tutti gli imbarchi sono stati trasferiti in altri porti italiani come Savona e Venezia in quanto le gallerie esistenti sull’autostrada Milano/Genova non permettevano il passaggio di quei trasporti.

In particolare poi nella seconda metà degli anni ’60 e negli anni ‘70 ecco l’arrivo dei container, grosse scatole metalliche impilabili e sollevabili con le gru, che contenevano grandi quantità di merci diverse, proteggendole, ottimizzando gli spazi e con le operazioni di carico/scarico relativamente facili. Le navi da carico in stiva sono state sostituite in gran parte dalle attuali navi “full container”. Questo rivoluzionò molto le spedizioni via mare, anche se all’inizio ci furono non poche “anomalie”. Molti erano scettici verso queste nuove e strane scatole, che si rivelarono in realtà utilissime. Inoltre i primi contenitori avevano una misura standard di 45′, pari a mtl 13,50… troppi per la lunghezza di allora dei nostri semirimorchi autorizzati solamente fino a 12 mtl. Tant’è che ogni trasporto fuori porto diveniva “speciale” o “abusivo”. Successivamente avvenne che le norme ISO portarono alla omologazione lunghezze di 6 mtl per il 20′ e 12′ mtl per il 40′ e poi la CEE consentì l’omologazione dei nostri semiromorchi per una lunghezza fino a mtl 13,60. 

Magazzini e Camion FER, oggi
Magazzini e Camion FER, ieri


Nel corso degli anni, l’azienda si è dotata di alcuni semirimorchi con funzione strumentale al lavoro di spedizioniere internazionale, rimasto il vero core-business dell’azienda. Trattasi in particolare di portacontainer per offrire un servizio flessibile alla clientela locale nonché di semirimorchi specializzati (telonati, cabinati, gran volume, furgonati attrezzati per confezioni appese) dedicati alla linea Tunisia, mercato di nicchia in cui FER è leader dalla fine degli anni ‘80.

Negli ultimi anni molti sono stati i cambiamenti sociali ed economici del nostro Paese e della nostra zona. La FER Fischer & Rechsteiner (che intanto aveva cambiato struttura societaria, ragione sociale e logo) , alla iniziale specializzazione nel Bacino del Mediterraneo, ha aggiunto altre aree geografiche e nuovi mercati marittimi (Medio Oriente, Estremo Oriente, America Latina e Australasia) serviti anche a mezzo aereo, avendo nel frattempo acquisito la qualifica di agente Iata nel 1999.

Tutto questo con ottimi risultati anche grazie a un’efficiente rete di società estere corrispondenti, in alcuni casi con partecipazioni azionarie dirette in tali società. E’ indubbio che il nostro mondo stia andando verso una internazionalizzazione e una mondializzazione sempre più globali. Tanto più per degli spedizionieri internazionali è importante operare in varie parti del mondo in autonomia e sicurezza.

Uno dei requisiti più importanti per un’azienda di servizi quale è la FER Fischer & Rechsteiner , è la qualità dei servizi offerti. Per dare ai suoi clienti anche questa garanzia, dal 2001 FER ha ottenuto la Certificazione di Qualità UNI EN ISO 9002 e nel maggio 2003 ha ottenuto il passaggio a UNI EN ISO 9001:2000 (VISION 2000).

E adesso avanti, verso nuove sfide e nuovi traguardi!

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